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PREMESSA AL POF
Il POF è stato impostato tenendo conto dei seguenti criteri: · l’elaborazione del documento è stata fatta tenendo sempre in primo piano, come riferimento, i principali destinatari del medesimo (alunni, genitori, territorio); · sono stati indicati soltanto gli obiettivi educativi realisticamente perseguibili; · i medesimi, nella scelta attuativa che la realtà contingente pone, vengono sottoposti a criteri di priorità ; · a partire dalla seconda parte dell’anno scolastico, il coordinatore della F. S. n. 1 farà il punto intermedio della situazione per tenere sotto controllo l'azione progettuale, così da poter effettuare gli eventuali aggiustamenti in itinere e raccogliere input per la eventuale riprogettazione; · gli obiettivi indicati sono innanzitutto di apprendimento, ma sono stabiliti anche per migliorare la struttura e la funzionalità del servizio offerto dalla scuola; · per mettere gli studenti nelle condizioni di raggiungere gli obiettivi tutti gli operatori della scuola si impegneranno ad agire armonizzando le proprie prestazioni ed i loro diritti con le richieste ed i bisogni manifestati dagli alunni (condizioni di “ascolto”); le funzioni del POF vengono riconosciute nelle seguenti: le scelte complessive orientano il piano dell’offerta formativa, in modo tale che esso risulti collegato ad una cultura (pedagogica, metodologica, organizzativa, di valori) alle quali le stesse scelte si ispirano; la nuova dimensione della Scuola, disegnata ed esaltata dall'autonomia, richiede stili di lavoro che innovano l'ambito delle azioni scolastiche per riuscire a sottrarlo dalla pura esecuzione di programmi; di conseguenza, vengono assunti i seguenti criteri per dare un’identità al Liceo Scientifico G. Galilei: l’identità è sempre il risultato di una scelta, di una mediazione tra obiettivi nazionali (unitarietà dell'istruzione per ogni ordine e grado di scuola sul territorio) ed obiettivi locali, che tengono conto del contesto culturale, sociale ed economico della realtà specifica nella quale la singola istituzione scolastica si trova ad operare in una relazione dinamica con le componenti territoriali (rif. art. 3, comma 4 del DPR 275/99: “il Dirigente scolastico attiva i necessari rapporti con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti sul territorio”; l'identità di una istituzione scolastica è sempre collettiva, diversa da quella individuale, e comporta almeno tre aspetti fondamentali: 1. una condivisione collegiale delle scelte; 2. una selezione delle priorità, delle linee progettuali e degli obiettivi che una istituzione si propone di raggiungere attraverso un piano; 3. un'organizzazione adeguata. Sulla base di tali criteri, il P.O.F. va sostanzialmente considerato come un programma “politico” e culturale di gestione della scuola, frutto del lavoro di analisi, di progettazione e di negoziazione interna ed esterna. In questo senso, se il Piano dell’offerta formativa è un efficace progetto educativo, è anche un vero e proprio atto politico nei confronti del territorio. Le scelte culturali e didattiche di una scuola, infatti, hanno un impatto decisivo sull'ambiente che la circonda per il modo in cui ne possono essere soddisfatti o ignorati i bisogni, per la possibilità di intervenire sui cambiamenti, di influenzare le mentalità, di valorizzate e creare risorse. Se non si è consapevoli di queste potenzialità non si potranno utilizzare in modo sinergico tutti i processi che nella scuola hanno luogo: le nuove responsabilità collettive discendenti direttamente dai nuovi compiti che la scuola dell’autonomia assume; il modello organizzativo assunto sulla base delle scelte di gestione e di amministrazione effettuate l'ambito della ricerca e di sperimentazione che si intende valorizzare, tenuto conto delle risorse concretamente disponibili e delle priorità territoriali, la formazione del personale scolastico secondo un piano sensato e di lungo periodo; la valorizzazione della professionalità individuale, intesa non tanto come mero riconoscimento dei risultati ottenuti , ma anche come esaltazione del lavoro dei docenti e come rilievo dato a forme di espressione professionale ricche e differenziate; la ricerca di linee di coerenza tra attività individuali e collegiali, perché il POF non può essere inteso come pura somma di progetti diversificati; la individuazione di obiettivi comuni, pochi e praticabili, a partire da una analisi che coinvolga tutte le componenti della scuola; il lavoro disciplinare sui fondamenti delle discipline, sui contenuti irrinunciabili; e sulle strategie di apprendimento, la pratica della valutazione intesa come strategia di controllo e di miglioramento continuo; la costruzione di una memoria organizzativa attraverso banche dati che raccolgano esperienze e capitalizzino materiali, studi, ricerche, unità didattiche, prove, progetti, che costituiscono indubbiamente delle fonti di ricchezza di esperienza che viene quasi sempre dispersa nelle scuole, pur costituendo, in molti casi, il vero capitale della formazione. L’ormai irrinunciabile prospettiva della scuola dell’autonomia mette in evidenza che un’altra esigenza non più procrastinabile è quella di una rivisitazione di curricoli e saperi, nell'ottica di una integrazione tra sistemi formativi e scolastici. Bisogna dunque cominciare a “pensare” a: una ridefinizione dei curricoli nell'ambito dell'autonomia organizzativa e didattica del nostro Liceo Scientifico; la costruzione di una rete tra le istituzioni che consenta un dialogo tra i vari segmenti del mondo della formazione e dell'istruzione, in orizzontale e in verticale; la definizione di un sistema di crediti reciprocamente riconosciuti per facilitare il passaggio degli studenti da un segmento all'altro; una migliore l'integrazione tra le offerte formative a livello territoriale; il maggiore coinvolgimento di alcuni “tipi” di scuole in un progetto più efficace e meno settoriale di orientamento; l'elaborazione di una politica culturale, fondata sul rispetto tra le istituzioni scolastiche di diverso ordine e grado e tra queste e formazione professionale , mondo del lavoro ed università; la costruzione di strategie affinché l'obbligo formativo non sia disatteso, al fine di contrastare nei fatti il fenomeno della dispersione scolastica; l'organizzazione di una didattica modulare fondata sulla promozione e certificazione delle competenze acquisite. Insomma, questo POF, oltre ad indicare le linee programmatiche lungo le quali la scuola si muoverà nel corso di questo anno scolastico, vuol essere anche un progetto a lungo termine in previsione di una ristrutturazione didattica e di servizi che verrà messa in atto dal Liceo Scientifico G. Galilei di Lanciano, al fine di offrire ai propri studenti dei percorsi formativi organicamente progettati e gestiti, finalizzati al conseguimento di profili formativi in uscita (PFU) caratterizzati da acquisizioni disciplinari e trasversali, cognitive e comportamentali, verificabili e certificate. Conquiste che siano spendibili formalmente, ma ancora più sostanzialmente, nella prosecuzione dei processi formativi e nell’ingresso nella vita attiva. Tali PFU segneranno la conclusione di un percorso compiuto sia sotto l’aspetto dell’istruzione sia sotto quello della formazione e costituiranno l’elemento finalistico che caratterizzerà l’offerta formativa realizzata dalla nostra scuola per il territorio. ……………….(continua)
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Il POF 2011/2012 è in corso di pubblicazione |


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